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Ceratostigma plumbaginoides: descrizione e cure per mantenerlo in giardino

ceratostigma

Non lasciatevi intimorire dal nome complicato di questa bella e robusta erbacea perenne, il Ceratostigma è un’erbacea perenne in grado di regalarci la più bella, intensa e lunga fioritura blu che i nostri giardini possano ospitare.
Il Ceratostigma è una tappezzante stolonifera abbastanza invadente ma che si contiene con facilità, da giugno a tutto ottobre sarà in fiore con uno splendido colore blu genziana, il Ceratostigma raggiunge un’altezza di circa 40 cm formando bellissimi cuscini che possono servire ottimamente sia come bordure monospecie, sia piantati a formare macchie cui è possibile intercalare  sia altre erbacee perenni, magari con fioriture in colori contrastanti, sia stagionali tipo impatiens o tagete o begonie per creare suggestivi mix di colori.

Molti degli appartenenti a questa famiglia provengono da climi più caldi del nostro e quindi non sempre riescono a sopportare i nostri inverni freddi, lunghi e molto umidi, questa nostra caratteristica però non è troppo risentita dal Ceratostigma plumbaginoides, è sufficiente prevedere, al momento della messa a dimora, il posizionamento di uno strato relativamente abbondante di materiale drenante, sia che si debba piantare in vasi che a terra, perchè più che il freddo anche se intenso, teme fortemente i ristagni d’acqua soprattutto durante la stagione fredda.
Durante l’estate è in grado di sopportare brevi periodi siccitosi ma un’annaffiatura regolare, anche se non troppo abbondante, garantirà sia  un fogliame folto che una fioritura vivace ed abbondante.

ceratostigma

Il Ceratostigma rende al meglio in una situazione di alta luminosità ma di sole non battente: purtroppo il nostro clima (Pianura padana) in estate può essere feroce e ciò può arrivare a danneggiare il fogliame e compromettere la fioritura soprattutto se in concomitanza al periodo più caldo l’innaffiatura non è adeguata alla situazione, ovviamente le piante più a rischio sono quelle poste in vaso dove le radici ed i fusti sotterranei possono patire anche di un surriscaldamento dell’ambiente, ma anche se poste a terra, situazioni estreme non giovano ad avere piante rigogliose.

All’approssimarsi delle nottate più fresche, il fogliame comincerà, nelle zone più esposte, a prendere delle sfumature rossastre sempre più evidenti e vivaci man mano che la stagione si avvia verso l’autunno, la fioritura calerà di intensità per lasciare il posto ad un fogliame dai rossi sempre più incisivi.

ceratostigma

Con le prime gelate tutta la parte aerea della pianta disseccherà quasi completamente e sarà possibile tagliarla bassa, fin quasi a filo del terreno per riordinare l’aiuola; verso la fine di marzo però vedrete già rispuntare dal terreno i primi germogli, inizialmente le foglioline pelosette ai margini e disposte a spirale su steli sottili ed eretti avranno sfumature rosse, ma appena saranno completamente dischiuse l’aspetto del cuscino di vegetazione sarà di un bel verde profondo anche se gli steli manterranno un po’ di rosso, dopo qualche settimana comincerete a vedere i primi fiorellini blu, la fioritura, se l’autunno sarà dolce si protrarrà per tutto ottobre.

Come per altri appartenenti a questa specie i fiori sono costituiti da un tubulo abbastanza lungo che si apre in alto con una corolla piatta a 5 petali larga circa 1-2 cm, sono riuniti in infiorescenze di 5-6 cm di diametro portate nella parte più apicale degli steli.

In zone particolarmente riparate o in climi più temperati dei nostri è possibile coltivare anche ceratostigma arbustivi come il Ceratostigma wilmottianum ed il C. griffithii, in queste piante il colore è altrettanto intenso di C. plumbaginoides ma le dimensioni dei fiori sono leggermente più piccole e la fioritura è meno prolungata, si tratta comunque di piante decidue dagli steli più o meno legnosi in base all’età, quindi la parte aerea in queste piante non viene asportata ma eventualmente ridimensionata con la potatura per dare un aspetto più ordinato.

Il nome della nostra erbacea perenne ed in particolare la parola “plumbaginoides” fa riferimento oltre che alla famiglia (delle Plumbaginacee) alla pianta detta  Plumbago auricolata o capensis o anche gelsomino azzurro (anche se non profuma!): si tratta di un arbusto rampicante sempre appartenente alla stessa famiglia botanica ma di un’altra specie; ha crescita vigorosa e disordinata, molto diffuso anche da noi grazie alla bella, lunghissima fioritura azzurra o bianca che ne fa un protagonista delle nostre estati.

plumbago
Purtroppo è più sensibile al gelo rispetto al nostro Ceratostigma pertanto è assolutamente da ricoverare al sopraggiungere del tardo autunno.

La potatura sia del Plumbago capensis che dei Ceratostigma arbustivi è consigliabile farla in primavera, al risveglio vegetativo, per evitare di avere un taglio “fresco” in prossimità delle prime gelate.