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Oleandri: descrizione e cure per mantenerli in giardino

Oleandri

Poche piante come gli Oleandri evocano immediatamente la vegetazione mediterranea, il mare e l’estate, gli Oleandri sono la macchia di colore estiva per eccellenza sia nelle città che nelle località di mare, la loro vivace, abbondante e prolungata fioritura caratterizza tutti i panorami estivi d’Italia con la sola esclusione dei monti più alti.

L’amplissima tavolozza di colori messa a disposizione dalle fioriture degli Oleandri li rende ancora più preziosi in quanto si possono adattare alle situazioni più vivaci con i loro splendidi rosa o rossi a quelle più sofisticate con i bianco puro o le soffuse sfumature di color crema o rosa chiarissimo.

Oleandri 1

Gli Oleandri sono cespugli ma i loro rami restano a lungo flessibili, poco legnosi e questo fa sì che a volte il peso stesso del ramo e della fioritura, che viene portata all’apice, li faccia incurvare rendendo la pianta disordinata e poco compatta.

Per evitare questo spiacevole effetto è consigliabile potare anche in modo piuttosto drastico, se necessario, i rami degli Oleandri, l’epoca che vi consiglio per il clima di Modena e dintorni è quella della primavera verso aprile, non prima per non rischiare una gelata tardiva, in questo modo sarà anche possibile asportare i rami eventualmente danneggiati dal periodo freddo o dalla neve.

Se però la pianta ha rami molto lunghi che appunto si piegherebbero troppo con un’eventuale nevicata, potrete potarli anche a settembre, appena saranno caduti gli ultimi fiori in modo da non rischiare appunto danni da neve.

 

Gli Oleandri sono piante generalmente robuste e ben adattate anche al nostro clima anche se ogni tanto capita un inverno “traditore” che può fare seri danni. Anche volendo piantarli a terra gli Oleandri si adattano molto facilmente ma se avete un terreno oltremodo pesante prevedete di porre uno strato di drenaggio sul fondo della buca di piantumazione.

Se invece sistemerete i vostri Oleandri in vaso nel clima di Modena sarà opportuno far loro passare l’inverno in  condizioni un po’ protette, non dico di ritirarli al chiuso, ma almeno sotto una tettoia od un balcone in modo che il vaso non sia troppo esposto a piogge o nevicate: un terreno tendenzialmente asciutto durante la cattiva stagione aiuterà a non provocare danni da gelo alle radici.

Due o tre concimazioni con un buon concime completo effettuate lungo la stagione tra aprile e settembre vi garantiranno Oleandri con un bel fogliame ed un’abbondante fioritura, le concimazioni, come sempre, sono tanto più necessarie se gli Oleandri sono in vaso piuttosto che a terra perchè i vasi sono ambienti estremamente limitati e una volta esauriti nutrienti lì contenuti, le piante non hanno la possibilità materiale di allungare le radici per andarsene a cercare degli altri, quindi dobbiamo dargliene noi.

Se durante l’estate doveste notare un “ingrigimento” delle foglie ed una riduzione della fioritura,  quasi sicuramente i vostri Oleandri sono stati attaccati da un parassita molto subdolo, perchè praticamente invisibile, che è il ragnetto rosso: di solito vive sulla pagina inferiore delle foglie e si nutre suggendo la linfa degli Oleandri, però ad ogni puntura fa sparire una frazione infinitesima di clorofilla. Quando l’attacco è massiccio le foglie prendono un aspetto grigio caratteristico, il ragnetto rosso va combattuto con prodotti specifici, gli insetticidi normali non servono, quindi se avete dei dubbi in merito portate alcune foglie in un garden od un’agricola di vostra fiducia e chiedete il prodotto adatto.

Gli insetticidi normali vanno invece utilizzati se doveste accorgervi della presenza di afidi: in questo caso si tratta di bestioline gialle che formano colonie numerose agli apici dei rami, sui calici e sui boccioli dei fiori, un paio di trattamenti effettuati ad una decina di giorni uno dall’altro in genere risolvono definitivamente il problema.

Le foglie coriacee degli Oleandri invece non si prestano facilmente agli attacchi fungini, quindi da questo lato possiamo stare abbastanza tranquilli.

Un altro problema raro ma grave degli Oleandri è un cancro dei rami detto “rogna degli Oleandri“, si presenta come un’escrescenza corrugata dei rami che spesso diventa nerastra mentre la parte più apicale del ramo si secca. Purtroppo le cure sono drastiche: provate a tagliare i rami colpiti ben al di sotto dell’escrescenza, poi disinfettate il tutto: compreso il taglio e gli Oleandri vicini, con una soluzione di poltiglia bordolese (il verde rame che si da anche alla vite o alle rose). Se però vedete una nuova comparsa di escrescenze è il caso di pensare di estirpare la pianta colpita per evitare che possa contagiare le altre.

Oleandro in vaso

Come molte altre piante normalmente presenti nei nostri giardini, gli Oleandri sono velenosi. Sinceramente non ho mai sentito in tanti anni di azienda che bambini e/o animali domestici abbiano mai avuto malori per aver ingerito le foglie degli Oleandri anche perchè sono coriacee ed amarissime, però queste bellissime piante hanno una fama spropositata a questo riguardo…

Comunque se avete paura degli oleandri non dovreste avere in casa od in giardino nemmeno Surfinie (tutta la pianta), Pomodori (tutta la pianta tranne i frutti), Melanzane (tutta la pianta tranne i frutti), Tassi (il seme contenuto nelle bacche rosse), Stelle di natale (tutta la pianta), Ficus (tutta la pianta), Crochi (tutta la pianta) ecc. ecc. perchè sono tutti altrettanto velenosi

Forse la cosa migliore, in ogni caso, è non mangiare le piante ornamentali!