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Piante acquatiche fluttuanti

PIANTE ACQUATICHE FLUTTUANTI

Note Generalinote generali

Con piante acquatiche fluttuanti, si indicano quelle piante che vivono intermente la loro esistenza galleggiando sulla superficie dell’acqua e senza rapporto con il fondo cioè con le radici liberamente fluttuanti nell’acqua durante la stagione vegetativa.
Durante l’inverno invece, sia sotto forma di semi, o di sporocarpi, o di altre forme di resistenza, anche le piante fluttuanti passano un periodo non vegetativo sul fondo dove le condizioni climatiche sono più stabili e generalmente più miti che non sulla superficie del laghetto, permettendo quindi di sopportare meglio la stagione meno favorevole.
Durante la primavera e l’estate, invece  tutte le pianteac quatiche fluttuanti, con le opportune condizioni di nutrizione e temperatura, diventano in breve tempo infestanti, quindi sono poco adatte a picccoli spazi a meno che non siate disposti ad asportare periodicamente la vegetazione in eccesso.
Tra queste piante ve ne sono alcune rustiche cioè che possono sopravvivere senza problemi ai nostri inverni ed altre che invece, provenendo da climi tropicali, pur essendo perenni, non sono in grado passare senza riparo l’inverno.

Nelle righe seguenti ho cercato di proporre una selezione tra le piante più facili a reperirsi in commercio, più decorative a vedersi e di più facile gestione pensando anche ad uno spazio limitato come può essere un laghetto di casa, una vasca od addirittura una fontana.

Vediamo ora qualche cenno sulle piante acquatiche fluttuanti più diffuse:


Azolla caroliniana
Si tratta di una piccola felce acquatica fluttuante con fronde non più lunghe di un cm di un bel verde smeraldino e dall’aspetto vellutato.
In Asia è coltivata nelle risaie perché avendo la proprietà di fissare l’azoto atmosferico, quando muore e si deposita sul fondo diventa un apporto nutritivo non indifferente per le coltivazioni.
È una semi rustica cioè muore solo in inverni particolarmente freddi e soprattutto in vasche fuori suolo piuttosto che in laghetti.
Per evitare di rimanere senza, potete, a ottobre, trasferirne qualche porzione in un secchiello contenente un fondo di argilla, il secchiello potrà poi essere riparato in un ambiente luminoso e con una temperatura media attorno ai 10℃.
In aprile potrete ripopolare il vostro laghetto reinserendo il contenuto del secchiello.
Durante la stagione calda non dimenticate periodicamente di “sfoltire” regolarmente la popolazione di Azolla per evitare che prenda il sopravvento su altre piante.


azolla

 


Eichornia crassipes
Da noi è anche conosciuta come “giacinto d’acqua”, è una delle piante acquatiche fluttuanti non rustiche, è infatti di origine Sudamericana dove prolifera nei fiumi al punto da doverli dragare per asportare i grandi quatitativi di vegetazione che creano difficoltà alla navigazione.
Da noi riesce a vegetare solo durante il periodo estivo, ma data la bellezza della sua fioritura, che, appunto, sia nella forma che nei colori ricorda i più nostrani giacinti, è comunque ricercata.
È piuttosto difficile anche il ricovero invernale perché la temperatura per mantenerla, non dovrebbe scendere sotto i 25℃, quindi il mio consiglio è quello di trattarla come se fosse un’annuale da dover ricomprare tutti gli anni, tenete presente comunque che ne basta una sola rosetta posta in acqua in maggio-giugno, per popolare il vostro laghetto.
Questa pianta infatti si moltiplica grazie all’emissione di stoloni alla cui estremità si forma una nuova rosetta di foglie, un po’ come fanno le nostre fragole, ma nel periodo caldo è molto veloce e in breve tempo vedrete che occuperà una buona parte della superficie d’acqua.
La pianta vera e propria è costituita da una rosetta di foglie dalla forma tondeggiante i cui piccioli, notevolmente rigonfi e costituiti da un tessuto spugnoso permeato d’aria, costituiscono l’apparato galleggiatore.
Al di sotto delle foglie fluttua un ciuffo di radici nere e ramificate lungo anche più di 20 cm.
Dal centro della rosetta di foglie, quando le condizioni sono ottimali, spunta uno stelo cilindrico alto una 20 di cm che porta in genere 8-10 fiori di color azzurro- malva con una macchia giallo oro al centro che li rende veramente spettacolari.


Eichornia

 

Lemna minor
Si tratta della comunissima “lenticchia d’acqua”, è una delle più piccole piante acquatiche fluttuanti in grado di fiorire della nostra flora spontanea, praticamente è costituita da una fogliolina rotonda od ellittica delle dimensioni appunto di una lenticchia o poco meno, ed una radicetta fluttuante, spesso si notano due o tre foglioline unite assieme, si tratta della gemmazione di queste piante: praticamente la fogliolina più adulta emette una o due gemme che altro non sono che cloni di sé stessa, è così che arriva in breve tempo a ricoprire la superficie di specchi d’acqua anche vasti.
Fino a poco tempo fa si pensava che a parte contribuire all’ecosistema degli specchi d’acqua dolce e ferma, non avesse altro tipo di utilizzo, ultimamente invece, in diverse università, in giro per il mondo, si sta studiando la sua coltivazione come fonte di amido per la produzione di bioetanolo che serve alla produzione di biocarburanti, sembra infatti che, per il suo tasso di crescita così elevato, un ettaro di coltivazione di Lemna sia in grado di fornire, per anno, 5 volte più amido del mais finora utilizzato con anche meno spese in fatto di preparazione dei terreni ed operazioni colturali.
Potrebbe diventare la fonte della benzina del futuro!


lemna


Salvinia natans
Detta anche “erba pesce” è anch’essa una felce acquatica, è costituita da un fusticino di una decina di cm di lunghezza da cui si originano 3-7 coppie di foglioline ellittiche disposte a spina di pesce.
Le foglioline sono ricoperte da una peluria idrorepellente che conferisce loro un aspetto vellutato.
D’inverno, essendo piante spontanee delle nostre parti, non hanno alcun bisogno di riparo e anche se dovessero sparire completamente, vedrete che appena la primavera scaldera’ di nuovo l’acqua la vedrete ricomparire.
Anche per questa pianta può essere consigliabile, durante l’estate, uno “sfoltimento” periodico per evitare il sovraffollamento.


salvinia


Trapa natans
È un’altra delle piante acquatiche fluttuanti rustiche, tipica dei nostri fiumi e canali, è costituita da una rosetta piatta sulla superficie dell’acqua costituita da foglie dalla forma che ricorda le foglie dei pioppi,queste foglie sono dotate di piccioli più o meno lunghi e rigonfi che la aiutano a galleggiare, al di sotto della rosetta fluttua un ciuffo di radici scure, mentre al centro, superiormente, a fine estate, compariranno piccoli fiori bianchi simili a quelli delle fragole.

Si tratta di una pianta annuale i cui grossi semi neri sono dotati di quattro punte con cui si infiggono nella melma del fondo per poter passare l’inverno prima e germinare poi, questi semi sono commestibili ed il loro sapore ricorda quello delle castagne, da qui il loro nome comune che è quello di “castagna d’acqua”.



trapa

Coltivazione e Curacoltivazione

Il “trapianto” delle piante acquatiche fluttuanti non vi darà problemi di scelta di terriccio o di concime, l’unica avvertenza da avere, eventualmente, è quelle di cercare di creare meno sbalzi di temperatura possibili.
La cosa migliore che possiate fare è tardare l’immissione di queste piante nel laghetto fino a che le temperature in esterno non saranno già stabilizzate verso il caldo, parliamo quindi almeno della metà di aprile se non dei primi di maggio. Fino a quel momento la temperatura dell’acqua soprattutto per piante di climi caldi come l’Eichornia sarà sicuramente troppo bassa perchè possano vegetare al meglio.
Se fino a quel momento avete tenuto le vostre piante acquatiche fluttuanti in casa, non saranno molto abituate al sole diretto quindi potrebbe essere una buona idea liberarle in una giornata un po’ nuvolosa in modo che si abituino gradualmente alle nuove condizioni di luce.
Sicuramente per qualche giorno non vedrete cambiamenti o addirittura potrete vedere un peggioramento nel loro aspetto se le temperature non sono ancora ottimali, ma appena si saranno ambientate vedrete le vostre piante acquatiche fluttuanti prendere vigore e cominciare a prendere possesso della superficie del laghetto.
Appena vi accorgerete che stanno invadendo spazi destinati ad altre piante, non abbiate paura di sfoltirle, da questo momento in poi questo sarà un intervento ricorrente nel vostro laghetto, la frequenza sarà determinata soprattutto dalle condizioni di nutrizione e temperatura presenti, potrebbe anche diventare settimanale.

Innaffiaturainnaffiatura

Parlare di innaffiatura per piante acquatiche sembra un controsenso, ma se con innaffiatura intendiamo un più vasto concetto di ripristino del livello dell’acqua nella vasca, allora potremo capire la sua importanza.
Soprattutto se abbiamo a disposizione vasche o fontane, o laghetti di piccole dimensioni e soprattutto di profondità limitata, sarà molto importante avere cura che il livello dell’acqua non cali mai oltre misura per non creare fenomeni di surriscaldamento delle radici che non sono infrequenti soprattutto per vasche fuori terra, in cui i raggi del sole battono direttamente sulle pareti, scaldando così l’acqua anche attraverso le pareti e non solo la superficie della vasca.
Sempre per non creare sbalzi di temperatura troppo grandi, aggiungete l’acqua di mattina quando anche quella già in vasca si sarà raffrescata nella notte.
In alternativa mantenete l’acqua da aggiungere in un contenitore esposto alle stesse condizioni della vasca così che l’acqua abbia più o meno la stessa temperatura di quella già presente.

Esposizioneesposizione

Fondamentalmente l’esposizione da offrire alle nostre piante acquatiche fluttuanti sarà soleggiata ma soprattutto in vasche di piccole dimension anche una mezz’ombra andrà benissimo per la maggior parte di loro, può fare eccezione l’Eichornia proprio perchè essendo una pianta di climi molto più caldi dei nstri, l’esposizione al sole diretto le è sicuramente più necessaria, soprattutto per la fioritura, rispetto alle piante più rustiche.

Parassiti e Malattiecura

Come tutte, anche le piante acquatiche fluttuanti possono ammalarsi o essere attaccate da parassiti.

Se vedete comparire delle macchie scure sul lembo fogliare, la maggior parte delle volte dovrete imputarle a condizioni ambientali non opportune, ma può anche capitare che si tratti di malattie fungine, purtroppo l’equilibrio biologico del laghetto o della vasca è molto delicato quindi andare ad irrorare le foglie con degli antiparassitari è altamente sconsigliabile. Asportate la vegetazione danneggiata e lasciate che la natura faccia il suo corso, di solito si risolvono da sole anche per la grande capacità riproduttiva e rigenerante di queste specie.

Tra i parassiti animali i più frequenti sono gli afidi che come nelle altre piante vivono suggendo la linfa e quindi indebolendo i loro ospiti, il discorso sugli antiparassitari fatto per le malattie fungine è valido anche per i parassiti animali, quindi se non volete distribuire degli insetticidi un metodo molto efficace e di poco disturbo è quello di far affondare di qualche cm tutte le foglie delle vostre piante acquatiche fluttuanti per qualche ora: gli afidi annegheranno o diventeranno cibo per eventuali pesci rossi.