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Scheda tecnica di coltivazione: Felci

A. scolopendrium

FELCI

Note Generalinote generali

Nei nostri giardini, a mio parere, sono troppo poco usate perchè pur essendo fronde verdi, che non portano fiori, posseggono un’eleganza innata che le rende piante di assoluto spicco soprattutto per arredare quegli spazi più ombrosi dove, in genere, “non viene niente”.
Sono piante di sottobosco quindi perfette per situazioni di ombra totale o parziale e terreni umidi, freschi e possibilmente ricchi di sostanza organica.

La famiglia delle felci è molto ampia ed articolata e comprende generi che hanno esigenze anche molto diverse sia in fatto di terreno (alcune non sopportano il calcare) che in fatto di disponibilità di acqua (alcune sopportano bene periodi anche lunghi di secco mentre altre non vivono al fuori di terreni perennemente umidi), che in fatto di resistenza al freddo (mentre alcune sono totalmente rustiche altre provengono da climi tropicali).
Di seguito ho preso in considerazione alcuni generi tra i più facili sia da reperire sul mercato, che più facili da coltivare nel nostro clima.

 

Adianthum: è la famiglia dei capelvenere le cui fronde portano piccole foglioline rotondeggianti molto leggere ed eleganti, sono tutte di medio-piccole dimensioni raggiungendo al massimo i 40 cm.

capelvenere

Asplenium: è la famiglia della cosiddetta “lingua di cervo”, una delle poche felci con le fronde a lamina intera (A. scolopendrium), alta al massimo 50 cm è facilmente riconoscibile per l’aspetto lucido delle sue foglie, forma bei cespi tondeggianti graziosamente aperti verso l’esterno.

A. scolopendrium
Di questa famiglia fanno parte anche diverse comuni e graziosissime felcioline da muro: A. ceterach e A. trichomanes che vedrete facilmente nelle vostre gite in montagna.

A. ceterach

A. trichomanes

A. trichomanes

Dryopteris: è un genere che comprende molte specie di felci a ciuffo, spontanea e molto comune nei nostri Appennini è D. filix-mas, una delle felci più resistenti a condizioni di caldo e siccità, infatti riesce a popolare anche interi pendii esposti al sole o i bordi delle strade dove l’acqua in genere è solo di passaggio. Tollera perfettamente i terreni calcarei dei nostri Appennini, può diventare alta fino a 120 cm e porta le fronde laterali fino dalla base. Una felce che le somiglia molche è chiamata, proprio per questa somiglianza, D. filix-femina, è in realtà appartenente al genere Athyrium (A. filix-femina), è un po’ più rara perché tollera meno il secco ed il caldo ed è riconoscibile dalla filix-mas perché la base della sua fronda è libera da fronde secondarie per almeno un terzo dello stelo centrale.

D. filix-mas

Matteuccia è una delle più belle ed aggraziate felci spontanee delle nostre regioni: ha fronde erette, alte fino a 150 cm a forma di piume di struzzo, strette alla base ed allargate all’apice a formare un cespo molto elegante.
Ama terreni molto umidi, anche acquitrinosi e posizione di mezz’ombra, nell’autunno assume una colorazione bronzea.

matteuccia

 

 

 

 

 

 

 

Polypodium, P. vulgare è una piccola felce non più alta di 40 cm dalla caratteristica di essere sempreverde, tollera bene sia il calcare che la siccità quindi è molto indicata anche per i giardini di pianura.

polypodium

 

Per arredare un angolo in ombra o semi-ombra è opportuno scegliere specie di felci di dimensioni diverse, avendo cura che almeno qualcuna sia sempreverde.
Per dare un tocco di colore e creare un ambiente dall’aspetto più naturale è anche doveroso associare alle felci altre piante che sopportino bene le stesse condizioni.
Senza entrare troppo nei dettagli vorrei, per completezza, darvi qualche nome:

Fioritura di inizio primavera: tra le bulbose: Narcisi, Scille, Bucaneve (Galanthus nivalis), Muscari, Tulipani; tra le altre erbacee:Elleboro, Primule, Vinca minor, Viole
Fioriture di tarda primavera/estate: Hosta, gigli di sottobosco, Aquilegia, Ajuga, Campanule, Ortensie, Houttuynia
Fioriture d’autunno: Ciclamini, Crochi autunnali, Nerine

Coltivazione e Curacoltivazione

Piantate le vostre felci in autunno od in prima primavera dando la preferenza a piante già dotate di un buon apparato radicale sviluppato in vaso, mettetele a dimora con un terriccio molto ricco di sostanza organica, se avete del compost maturo del vostro giardino usatelo tranquillamente, inoltre spargetene anche un bello strato come pacciamante su tutto il terreno circostante.
Da ora in poi il terreno dovrà essere mantenuto umido ma non fradicio.
In autunno, pacciamate le basi dei cespi con foglie che forniranno sostanza organica per l’anno successivo, non rimuovete la vegetazione che si seccherà perchè costituirà un’ulteriore protezione dal freddo (è più o meno quanto accade normalmente in un bosco!).
Ogni primavera dovrete scostate la pacciamatura dal cespo e rinnovare la vegetazione, cioè asportare tutte le fronde secche o danneggiate per lasciare spazio e luce a quelle nuove, questo sarà anche il momento adatto per distribuire del concime, possibilmente con una buona percentuale di composti del fosforo (simbolo chimico del fosforo è “P”, la sua percentuale rispetto agli altri costituenti del concime è il secondo numero che compare dopo la dicitura “titolo NPK” sulle etichette dei concimi) ciò donerà una colorazione carica alle vostre fronde che nascendo magari in condizione di luminosità relativa potrebbero risultare un po’ “slavate”.

Innaffiaturainnaffiatura

Il terreno in cui avrete piantato le felci andrà mantenuto umido soprattutto (mi sembra ovvio) nel periodo più caldo.
Utilizzare uno strato di pacciamatura con sostanza organica aiuterà ad evitare sbalzi eccessivi tra bagnato e secco in quanto la sostanza organica rilascia gradualmente l’umidità che immagazzina nei momenti in cui l’acqua abbonda.
Ricordate che il terreno dev’esssere tenuto umido ma non fradicio: solo poche felci sopravvivono a periodi molto lunghi in terreno acquitrinoso.

Esposizioneesposizione

Le felci sono tipicamente piante del sottobosco, ma in realtà molte tra loro hanno sviluppato una discreta resistenza anche al sole diretto ed addirittura al secco, in ogni caso soprattutto se ci troviamo in pianura e le estati sono molto calde è sicuramente meglio pensare di posizionarle all’ombra piena o a mezz’ombra.
Il sintomo principale che vi dice che le felci stanno soffrendo per il sole eccessivo è l’annerimento delle fronde per ustione ed il loro conseguente accartocciamento.

Parassiti e Malattiecura

Normalmente le felci sono piante molto sane, in periodi caldi e prolungati però potrete notare l’appassimento di alcune fronde, potrebbe sicuramente essere effetto del caldo ma, potrebbe anche essere effetto dell’attacco alle radici di larve di insetti, per precauzione potrebbe essere conveniente distribuire sul terreno dei geodisinfestanti per insetti terricoli.
Foglie che appaiono rosicchiate ancora prima della schiusura possono essere state attaccate da lumache o chiocciole, eliminatele se le vedete e distribuite in ogni caso dei granellini di lumachicida per evitare danni ulteriori da parte di nuovi indesiderati ospiti.
Fronde adulte rosicchiate sono probabilmente state attaccate da bruchi, utilizzate preferibilmente degli insetticidi sistemici irrorando il terreno circostante il cespo in modo che vengano assorbiti dalle radici.
Fronde distorte, infine, possono essere state attaccate dagli immancabili afidi, l’irrorazione di un buon aficida risolverà il problema.

Curiositàgreen

E’ una delle famiglie di piante più antiche della Terra, nella preistoria, in climi a loro più congeniali, ne esistevano intere foreste e le singole piante avevano dimensioni pari a quelle dei più grandi alberi odierni, gran parte dei nostri combustibili fossili (petrolio e carbone) hanno avuto origine proprio da queste immense foreste.
Tra le diverse specie che oggi ci ricordano le felci arboree e che ci danno un’idea di come potevano essere queste foreste, vi cito la Dicksonia antartica che pur essendo di origine tropicale è facilmente coltivabile anche nei nostri climi, infatti se fatta acclimatare gradualmente può arrivare a sopportare anche i – 15°C, certo, le fronde si rovinano, ma difficilmente la pianta muore.
D’estate sopporta abbastanza bene qualche ora di sole diretto a patto che venga mantenuta fresca.
Nella medicina popolare le felci entravano nella preparazione di antiinfiammatori, anti reumatici e preparati contro la gotta.