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Scheda tecnica di coltivazione: Lantana

lantana

LANTANA

Note Generalinote generali

Pur essendo trattate come stagionali, le lantana sono un vero e proprio cespuglio da fiore, purtroppo non reggono le temperature sotto i 0℃, ma a parte questo si tratta di piante robuste e generosissime in fatto di fioritura e di sviluppo.
Per tutti i mesi della bella stagione le lantana arricchiranno le posizioni più soleggiate dei vostri giardini e terrazzi chiedendo solo acqua e concime con frequenza regolare.

Coltivazione e Curacoltivazione

Essendo piante che amano il caldo vi conviene acquistare le lantana e metterle a dimora quando già la primavera sarà già affermata, quindi nel clima di Modena ci portiamo verso fine aprile se non addirittura a inizio maggio, in questo modo non correrete il rischio di farle uscire dalla serra di coltivazione con condizioni di temperatura troppo diverse.
A questo punto della stagione le piante che porterete a casa avranno più o meno le dimensioni delle piante di geranio zonale, ma ricordate che le lantana sviluppano molto di più dei gerani, quindi al momento di piantarle dovrete calcolare spazi molto maggiori che non per i gerani.
Oggi esistono sul mercato anche delle bellissime varietà di lantana a sviluppo ridotto (le dimensioni delle foglie e dei fiori sono le stasse delle varietà normali), in ogni caso vi consiglio in ogni caso di calcolare per ogni pianta di lantana nana, il volume di sviluppo di una pianta e mezzo /due di gerani, quindi in una balconiera da 40 cm piantate una sola lantana in quelle da 50 o 60 cm piantatene al massimo due.
Le lantane a sviluppo normale invece sarà opportuno piantarle in vasi singoli di almeno 18-20 cm di diametro, se volete sistemare due o più piante in un unico vaso per avere più colori o per fare macchie più voluminose dovete pensare a vasi di almeno 35 cm di diametro per due piante ed almeno 45 per tre lantana.
Se volete sistemare due piante in fioriera, si parte da cassette di almeno 60 cm di lunghezza per 30 di altezza.

Terriccio universale miscelato a terra di giardino e concime a lenta cessione per piante fiorite costituirà il substrato ideale per l’invaso delle lantana.
Il fatto di miscelare al terriccio universale della terra da giardino serve in quanto i nostri terreni sono spesso argillosi e l’argilla, una volta bagnata, richiede più tempo per asciugarsi rispetto alla torba che costituisce la maggior parte dei terricci che si acquistano, ciò permette alla lantana di avere una riserva d’acqua in più rispetto ad un vaso senza argilla.

Durante la crescita delle lantana vi accorgerete, soprattutto nelle varietà normali più che in quelle nane, che alcuni rami tendono ad essere “sparati” in alto in modo più vigoroso rispetto agli altri, non abbiate alcun timore nello spuntarli anche drasticamente: le lantana emetterenno in breve diversi rami laterali dalla parte di ramo rimasta creando cespugli più ordinati ed anche più folti.
Settimanalmente aggiungete all’acqua dell’innaffiatura del fertilizzante per piante fiorite per permettere allla lantana di essere continua nella produzione di fiori.
Fondamentalmente le lantana sono autopulenti nel senso che i singoli fiorellini, al termine del loro ciclo di fioritura, cadono da soli senza che si sia costretti ad andare a spulciarli manualmente, al loro posto le lantana produrranno dei frutti che si presentano come delle piccole more costituite da piccole bacche nere, per correttezza devo segnalare che queste bacche sono tossiche, è anche vero che è altamente improbabile che possano essere causa di problemi in quanto hanno un sapore orribile, gli animali domestici in genere le evitano accuratamente, vengono invece consumate senza problemi da diversi passeracei tipo i pettirossi che però non ne risentono minimamente.

A proposito delle piante che hanno la fama di essere tossiche vorrei aprire una piccola parentesi:

NON LASCIATEVI PRENDERE DALLA PARANOIA!!!

Quasi tutte le piante che abbiamo normalmente in giardino o in casa sono tossiche o velenose, anzi nel complesso delle piante quelle che per noi sono commestibili senza problemi sono piuttosto poche.
Anche piante normalmente consumate possono contenere tossine anche molto pericolose, la patata per esempio, se viene consumata quando presenta una colorazione verde può far finire all’ospedale, d’altra parte credo che pochi di noi avrebbero la capacità di consumare un’insalatina con foglie di oleandro, di ficus o di stella di natale non perché siano velenose ma semplicemente perché sono disgustose…anche le foglie del pomodoro, dei gigli, dei crochi, di surfinia, i noccioli delle albicocche e le mandorle amare sono velenose… ma chi se li mangerebbe?
Onestamente dovrete riconoscere che è molto più facile finire all’ospedale per aver ingerito funghi o farmaci in modo errato o senza conoscere i dosaggi adeguati che per il fatto di avere in giardino piante considerate tossiche.

Quindi il mio consiglio è: non rinunciate a delle bellissime piante per paure di evenienze inconsistenti.

Chiusa parentesi, torniamo alle lantana.

Innaffiaturainnaffiatura

Essendo piante dal generoso sviluppo, dalla fioritura abbondante e spesso esposte al sole diretto è chiaro per chiunque che la lantane hanno una notevole necessità di acqua che deve essere somministrata in modo regolare piuttosto che arrivare a vederle appassire per poi sommergerle con eccessi d’acqua.
Se per qualche motivo non vi è stato possibile innaffiarle in tempo e arrivate a vedere il disseccamento e la caduta delle foglie appassite, non disperate perché la lantana è una pianta con un grande potenziale di rigenerazione, l’importante è non fare l’errore di eccedere con l’acqua per tentare di compensare le carenze precedenti.
Il modo corretto di procedere è il seguente:
se la pianta è arrivata a seccare o addirittura perdere le foglie, il suo fabbisogno di acqua, al momento, è relativamente ridotto, quindi bagnate la terra versando acqua in più riprese, se la pianta è in vaso potete mettere acqua nel sottovaso ed attendere che la terra la assorba, quando finalmente la terra avrà di nuovo un aspetto umido, riprendete ad innaffiare in modo regolare senza però eccedere in quantità, ciò consentirà alla lantana di assorbire quanto necessario per rigenerarsi.
Quando vedrete le prime nuove foglioline potrete asportare quei rami o porzioni di ramo che si sono effettivamente danneggiate, riprendete anche le concimazioni ed in breve rivedrete i primi fiori. Aumenterete il quantitativo di acqua che somministrerete con l’irrigazione in modo proporzionale all’aumentare del numero di foglie che la pianta emetterà.

Esposizioneesposizione

L‘esposizione al sole od almeno ad una mezza giornata di sole diretto (meglio il sole del pomeriggio) garantirà fogliame scuro e fioritura abbondante ed intensamente colorata.
Evitate le situazioni di ombra troppo prolungata perché vi trovereste con un cespuglio dall’aspetto filato con pochi e pallidi fiori.

Parassiti e Malattiecura

Fondamentalmente la lantana è una pianta molto robusta e sana, gli unici parassiti che pissono provocare danni degni di nota sono gli afidi che attaccando gli apici dei rami, se in popolazioni infestanti pissono deprimere lo sviluppo della pianta, in casi rari di posizioni poco arieggiate possono presentarsi anche gli aleuroidi, si tratta di piccolissimi moscerini bianchi che in genere si trovano sulla pagina inferiore delle foglie e volano in tutte le direzioni se disturbati, anche loro si nutrono della linfa della pianta deprimendone lo sviluppo.
Contro entrambi si utilizzano degli insetticidi ad ampio spettro che andranno somministrati almeno due volte ad una settimana o dieci giorni una dall’altra in modo da intercettare anche gli insetti nati dalle uova già deposte.
Ulteriori trattamenti andranno eseguiti solo secondo necessità.

Solo in stagioni con andamenti climatici particolarmente umidi potrebbe essere utile somministrate del fungicida tipo poltiglia bordolese per evitare malatie fungine, ma si tratta di situazioni molto rare dato che la lantana ha un ciclo vegetativo prettamente estivo.

Curiositàgreen

La lantana proviene dal Sud America e le piante che conosciamo oggi sono derivanti principalmente dai generi “camara” e “sellowiana”. Mentre la prima ha portamento arbustivo, quindi con rami tendenzialmente eretti che magari si piegano nel crescere sotto il peso della propria vegetazione, la seconda ha portamento tappezzante con rami non legnosi, a volte è difficile distinguerla dalle sue più vicine parenti che sono le Verbene dei generi tappezzanti.
Le varietà provenienti dal genere camara inoltre hanno fiori nei colori più caldi come i gialli, i rossi e gli arancio, mentre quelle derivanti dal genere sellowiana tendono ad avere fiori nelle tinte del rosa, malva, e azzurro.