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Scheda tecnica di coltivazione: Loto

loto

LOTO

Note Generalinote generali

Il loto, da noi più conosciuto “fior di loto”, è profondamente  amato in Cina per il suo profumo e come simbolo di purezza e di energia vitale.
Il suo nome latino è Nelumbo nucifera, come le ninfee ha foglie tondeggianti portate a pelo d’acqua o sollevate di qualche cm e grandi fiori stellati nei colori che vanno dal bianco puro al crema e dal rosa al rosso, a differenza delle ninfee, come già accennato, sono intensamente profumati, cosa che è sempre stata particolarmente apprezzata fin dall’antichità.

Coltivazione e Curacoltivazione

Queste piante necessitano di ampi spazi perché in una sola stagione vegetativa possono coprire un’area piuttosto vasta del laghetto, inoltre per le loro dimensioni hanno bisogno di una profondità d’acqua minima di 50 cm, ma sarebbe meglio se fossero 70-80.
Se coltivate in vaso il loro sviluppo viene naturalmente ridotto, ma resta comunque importante.
Il fondo od il vaso che le ospiteranno dovranno essere costituiti da argilla e non da terriccio, essendo organico e quindi costituito da particelle leggere e grossolane, il terriccio intorpidirebbe l’acqua sovrastante, l’argilla invece, per quanto fine, tende comunque a depositarsi sul fondo entro qualche ora od al massimo in un paio di giorni.
Poste in acqua a primavera, le piante o le porzioni di rizoma dovranno essere zavorrate almeno finché non si saranno assestate nella nuova situazione, quindi abbiate cura di avere a disposizione delle pietre o dei mattoni di un certo peso in modo da fermare le piante sul fondo, stesso discorso per i vasi appena appoggiati, per non correre il rischio che nella fase di assestamento possano inclinarsi o rovesciarsi è opportuno zavorrarli.
Se acclimatate gradualmente e se gli inverni non saranno troppo rigidi, i fior di loto non avranno troppi problemi a passare l’inverno in vasca, ma se temete che invece gli inverni siano troppo rigidi, quando vedrete la vegetazione che inizia a deteriorarsi per l’arrivo di giornate più fredde e più corte dovrete armarvi di buona volontà e andare a “ripescare” i vostri vasi di Nelumbo o i cespi di vegetazione che si saranno formati dalla vegetazione dei rizomi e ponendoli in contenitori temporanei li trasporterete in ambienti luminosi ma che non andranno sottozero.
La vegetazione gradualmente sparirà ma i rizomi saranno quiescenti sul fondo.
A primavera (inizio aprile) se avete ricoverato i fior di loto, prima di rimetterli a dimora dovrete ripulirli da foglie e radici chiaramente non vitali, questo è anche il momento giusto per un’eventuale divisione dei rizomi troppo cresciuti: rimetterete nella vasca solo quelli che vi serviranno.
Una concimazione a base principalmente di fosforo aiuterà ad avere un bel fogliame di colore intenso e più intensi saranno anche i colori dei fiori, evitate o limitate per quanto potete i composti azotati perché favoriscono la crescita delle alghe.
I loto si riproducono sia per divisione dei cespi che per seme, i semi maturano dentro una capsula dalla forma particolare che ricorda una saliera, il cui abbozzo si può vedere già al centro del fiore.
Per vegetare bene il loto ha necessità di calore sia ambientale che dell’acqua, quindi lo vedremo al suo meglio durante la stagione estiva.

Innaffiaturainnaffiatura

Parlare di irrigazione per una pianta che vive in acqua sembra un controsenso ma non è così soprattutto se i loto sono ospitati in vasche di dimensioni limitate: fate attenzione che il livello dell’acqua non cali mai eccessivamente perché potrebbe portare a fenomeni di surriscaldamento dell’acqua con conseguente danneggiamento delle radici; un altro fattore da tener presente è la temperatura dell’acqua che aggiungerete per ripristinare il livello opportuno: non deve essere troppo diversa da quella già presnte in vasca, quindi o la aggiungete di mattina  di mattina presto, quando anche l’acqua della vasca sarà più fresca, o dovrete aver cura di lasciarla intiepidire in un contenitore tenuto comunque all’ombra e non al sole, prima di aggiungerla alla vasca.

Esposizioneesposizione

Il loto vegeta benissimo sia al sole che a mezz’ombra, però se esposto al sole diretto la fioritura sarà sicuramente più abbondante e prolungata nel tempo rispetto alle piante che ricevono meno insolazione.

Parassiti e Malattiecura

I principali parassiti dei fior di loto sono gli afidi che possono prosperare sia sulle foglie che sui fiori imbrattandoli con le loro colonie e con i loro escrementi.
Per non distribuire veleni che potrebbero avere riflessi negativi sul bioequilibrio della vasca o del laghetto, la cosa più semplice è appoggiare un pezzo di rete metallica un po’ pesante, delicatamente sulle foglie in modo da farle sommergere da qualche cm di acqua per 24 ore: tanto basterà a far annegare gli afidi, se poi la vasca ospita dei pesci rossi, ancora meglio: avrete loro fornito una buona merenda!

Curiositàgreen

Le foglie possono raggiungere il metro di diametro, la loro superficie ha una struttura molto particolare che le rende fortemente idrofobiche, questa struttura è attualmente studiata dall’ingegnaria per creare tessuti naturalmente idrorepellenti che quindi sarebbero anche totalmente antimacchia, vernici e rivestimenti che senza altri additivi risulterebbero completamente idrofobici