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Scheda tecnica di coltivazione: Rosmarino

rosmarino

ROSMARINO

Note Generalinote generali

Il rosmarino è forse la pianta aromatica più conosciuta e diffusa d’Italia, ma nonostante ciò, capita abbastanza spesso che mi chiedano il modo migliore per conservarla nel tempo.
Andiamo quindi a conoscerla meglio.

Coltivazione e Curacoltivazione

Come molte piante della macchia mediterranea, il rosmarino ama terreni ben drenati ed un clima caldo ma piuttosto secco.
In Pianura Padana si è ambientato comunque molto bene anche se il clima è più umido di quanto servirebbe, ma se si riesce a trovare una posizione riparata dai venti più gelidi ed un terreno sufficientemente drenato, si possono avere splendide piante senza sforzi eccessivi.
È più complicato avere buoni risultati se si è costretti a tenere il rosmarino in vaso, infatti il rosmarino ama avere spazio per poter espandere le sue radici, se questo spazio vitale gli viene meno, è facile che ne soffra.
Il momento migliore per mettere a dimora il rosmarino, è comunque la primavera perché così avrà davanti tutta la bella stagione per ambientarsi ed irrobustirsi, se potete metterlo a terra, ma sapete di avere un terreno piuttosto argilloso, predisponete sul fondo uno strato di materiale drenante come l’argilla espansa; se siete costretti a mantenere il rosmarino in vaso, invece, cercate di dargli almeno un contenitore piuttosto capiente in modo che per un bel po’ di tempo non debba soffrire per il poco spazio, utilizzate per l’invaso del terriccio universale miscelato con un po’ di terra di giardino in modo che possa mantenere meglio l’innaffiatura durante la bella stagione.
Per quanto concerne la concimazione, le piante di rosmarino poste a terra verranno concimate una o due volte l’anno possibilmente con fertilizzanti a lenta cessione che forniscono i nutrienti in modo graduale; per le piante poste in vaso si possono utilizzare comunque i fertilizzanti a cessione graduale oppure utilizzare i concimi liquidi che magari si usano per le altre piante in vaso, in questo caso la frequenza sarà di due volte al mese per il periodo che va da marzo ad ottobre.

Innaffiaturainnaffiatura

A parte una certa cura nella prima stagione dopo il trapianto, per le piante a terra l’irrigazione è quella normale delle altre piante da giardino, per i rosmarini in vaso invece l’attenzione deve essere costante in quanto sono più soggetti a danni dovuti sia ad eccessi d’acqua (evitate i sottovasi se potete e se non potete evitate che restino pieni troppo a lungo), che a periodi di secco troppo prolungati: è vero che il rosmarino fondamentalmente è una pianta resistente al secco, ma se è piantato a terra, in profondità un po’ di umidità la troverà sempre, in vaso invece quando l’acqua non c’è più, non c’è più: non può espandere le radici ed andare a cercarsela.
Quindi pur evitando accuratamente di mantenere il terreno troppo bagnato, cercate di evitare anche il troppo secco per periodi prolungati.

 

Esposizioneesposizione

Per le piante poste a terra il pieno sole per più ore al giorno è sicuramente un vantaggio, ma per le piante collocate in vaso troppe ore di sole diretto possono provocare danni anche irreversibili alle radici più vicine alle pareti. Se non vi è possibile altra posizione che il pieno sole, un accorgimento per limitare i danni al rosmarino, è quello di sollevare il vaso dal pavimento con degli spessori, in modo che l’aria vi possa circolare sotto, quindi rivestirlo con delle arelle (le stuoie di paglia che si usano per andare in spiaggia andranno benissimo) o della rete verde, in modo che i raggi del sole siano in qualche modo schermati e scaldino meno.

 

Parassiti e Malattiecura

Il rosmarino, di solito, é una pianta molto sana e difficilmente vedremo sintomi preoccupanti di malattie, il più comune è il presentarsi di un annerimento ed appassimento delle foglie in seguito soprattutto a periodi climaticamente molto umidi e prolungati; in questo caso per salvaguardare la pianta sarebbe opportuno fare uno o più trattamenti a base di verderame (la poltiglia bordolese che si dà anche a vite e frutti), ricordate però che non si potrà utilizzare il rosmarino così trattato per almeno 20 giorni dalla data dell’ultimo trattamento.
Per quanto riguarda i parassiti invece il più temibile è il ragnetto rosso: si tratta di un minuscolo acaro quasi invisibile ad occhio nudo che vive soprattutto sulla pagina inferiore delle foglie, chiaramente preferisce le foglie più giovani e più tenere, quindi quelle dell’apice dei rametti, nutrendosi provoca la sparizione della clorofilla, quindi le foglie arrivano a presentarsi con tanti piccoli punti decolorati che danno alla fogliolina un colore tendente al grigio, se trascurato, questo problema può portare addirittura al disseccamento dei rametti prima e di tutta la pianta poi.
Per combatterlo è necessario utilizzare, spesso ripetutamente, prodotti acaricidi specifici ed anche in questo caso la raccomandazione è quella di lasciar passare almeno un mesetto prima di ricominciare ad utilizzare il vostro rosmarino.

Curiositàgreen

Oltre che entrare nelle ricette di cucina più classiche come gli arrosti, il rosmarino ha arcinote proprietà toniche e digestive; Napoleone era convinto che il profumo del rosmarino lo aiutasse a concentrarsi e usava anche un’ acqua di colonia a base appunto di rosmarino.
Una volta i rametti di rosmarino erano bruciati nelle stanze degli ammalati per purificare l’aria.
Il nome del rosmarino in latino significa rugiada di mare perché cresce spontaneamente presso le coste del Mediterraneo e alla mattina presto le sue foglioline sono cosparse di perle di rugiada.
Una leggenda narra che anticamente i fiori del rosmarino erano bianchi, ma divennero azzurri quando, durante la fuga in Egitto, la Madonna mise il suo mantello ad asciugare sopra una pianta di rosmarino.