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Scheda tecnica di coltivazione: Salvia

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SALVIA

Note Generalinote generali

Sarebbe più corretto parlare di Salvie al plurale perché esistono tante varietà tutte utilizzabili come odori in cucina ma anche molto ornamentali per variazioni di colore o nelle dimensioni del fogliame, inoltre ve ne sono diversi tipi non utilizzati in cucina ma con aromi molto decisi e particolari come l’ananas o di pesca.
Sono tutti arbusti taglia media, sempreverdi con fiori di colore generalmente blu violetto riuniti in una spiga più o meno compatta.
Conosciutissime fin dall’antichità per le proprietà aromatiche e terapeutiche sono di
facilissima coltivazione, vediamo quindi di conoscere un po’ meglio questa vastissima famiglia.

Coltivazione e Curacoltivazione

Nei nostri orti la Salvia praticamente non manca mai e spesso capita di vederne vasi su finestre e balconi per averla a portata di mano.
Si tratta di piante piuttosto robuste dotate anche di buone capacità di rigenerazione, infatti se danneggiate da traumi, grandinate, nevicate o attacchi di parassiti, anche in modo serio, riescono a ricostituire la vegetazione in tempi relativamente brevi.
Se piantata a terra la salvia sopporta molto bene il sole diretto, anche per molte ore al giorno, se invece vogliamo mantenerla in vaso, come al solito, sarà opportuno posizionarla in modo che il sole non ci arrivi direttamente per troppo tempo almeno nel periodo estivo, per evitare che il terriccio si surriscaldi danneggiando le radici.
L’invasatura con terriccio universale e concime a lenta cessione vi garantirà uno sviluppo equilibrato.
Il momento in cui prelevate le foglie per cucinare può diventare un piccolo intervento di potatura se, invece di tagliare solo le foglie, asporterete, secondo necessità, anche i rametti.
Ogni tanto questa pratica è consigliata per equilibrare lo sviluppo della pianta in modo che non vi siamo rami che prendono il sopravvento su altri, inoltre se il centro del cespuglio è troppo fitto le foglie possono ingiallire e cadere per mancanza di luce, asportarne invece qualche rametto secondario permetterà a luce ed aria di penetrare e permettere una crescita più sana.

Innaffiaturainnaffiatura

La salvia è una delle piante che vi fa sapere quando è ora di innaffiarla: quando la trovate una mattina con le foglie più giovani leggermente appassite è ora di dare una bella bagnata senza aspettare oltre.
A parte questi segnali, se siete abituati ad innaffiare in modo regolare, non avrete mai problemi con la salvia soprattutto se la pianta è a terra, in vaso invece dovrete evitare gli eccessi sia di abbondanza che di carenza d’acqua perché entrambi si rivelano estremamente dannosi.
Un’altra raccomandazione riguarda i sottovasi: se possibile evitateli, se invece non è possibile, evitate che rimangano pieni d’acqua per più di qualche ora, in qualunque stagione vi troviate, caldo o freddo che sia è sempre deleterio.

Esposizioneesposizione

La salvia ama la luce ma può adattarsi bene anche a condizioni di sole non diretto purché la luminosità sia buona.
La salvia non ama le situazioni di umidità eccessiva e prolungata, quindi a volte il clima di Modena, soprattutto d’inverno può provocare l’annerimento e la caduta delle foglie; è un problema che di solito la salvia ripara a primavera quando la stagione migliora, quello che possiamo fare noi è cercare di favorire la circolazione dell’aria e la penetrazione della luce.
Durante l’inverno tenetela riparata dai venti piu freddi senza però coprirla con del nylon (tratterrebbe troppo l’umidità) al massimo con del tessuto non tessuto.
Se la salvia esce dall’inverno con parti della vegetazione danneggiate, non esitate a fare una leggera potatura: è il modo migliore per stimolare l’emissione di nuove foglie e rametti, soprattutto se associata ad una prima concimazione con un fertilizzante a pronto effetto.

Parassiti e Malattiecura

Essendo una pianta che viene utilizzata nell’alimentazione, qualunque malattia pone il dilemma se fare o meno trattamenti per evitare di mangiarsi dei fitofarmaci.
La regola generale è quella di aspettare almeno un mese tra la data del trattamento ed un nuovo utilizzo, previo comunque un accurato e prolungato lavaggio delle foglie da consumare con acqua e bicarbonato.
A differenza di quanto si crede in genere non è vero che il bicarbonato elimina i veleni, in realtà scioglie quelle sostanze che permettono ai veleni di rimanere attaccati alle foglie senza venir dilavati dalle piogge, quindi lasciare le foglie a bagno in acqua e bicarbonato per dieci minuti e quindi sciacquarle sotto acqua corrente è la prassi migliore per eliminare i residui di veleno, comunque dopo il periodo di tempo suindicato.
La cosa migliore è agire in prevenzione assicurando alla salvia un’ambiente con una buona circolazione d’aria ed evitando ristagni d’acqua.
Le principali malattie fungine sono il mal bianco od oidio che si manifesta con la comparsa sulle foglie di macchie biancastre e dall’aspetto polverulento, si cura con prodotti a base di zolfo o con fungicidi specifici.
L’altra malattia più frequente è la peronospora che si manifesta con la comparsa di macchie prima gialle poi nere sulle foglie, questa si combatte invece con prodotti a base di rame o anticrtittogamici specifici.
Per quanto riguarda i parassiti animali a parte quelli come lumache e cavallette o cimici che proprio si nutrono delle foglie, i principali sono i ragnetti rossi che sono molto difficili da individuare perché di dimensioni quasi microscopiche, si nutrono sottraendo clorofilla alle foglie che quindi assumono un aspetto grigio e stanco e presentano una rete impalpabile di ragnatele sopra e sotto la foglia.
Si combattono con prodotti specifici detti acaricidi, non usate insetticidi qualunque perché non servono assolutamente a nulla.
Un modo un po’ drastico, ma più sicuro per la nostra salute, di combattere tutti questi malanni è una potatura severa della vegetazione che asporterà tutti i parassiti, ci vorrà un po’ di tempo ma la salvia tornerà a vegetare come e più di prima e non avremo corso il rischio di magi re più veleni di quano già non facciamo.

Curiositàgreen

La salvia è forse l’erba aromatica più conosciuta in Europa perché cresce anche in climi più freddi del rosmarino e quindi è più diffusa, nella nostra regione entra nei condimenti delle paste ripiene (tortelloni burro e salvia), come “sfizio”: foglie fritte oppure come aromatizzante di  involtini di carne ed in molte altre ricette sola o mescolata ad altri odori.
Come molte altre piante della famiglia delle Labiate ha notevoli proprietà toniche, digestive, antisettiche ed antibatteriche quindi entra nella composizione di molti medicamenti erboristici.
Una particolarità è che la soluzione madre di salvia mitiga in modo del tutto naturale e non ormonale, le vampate di calore tipiche della menopausa.