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Scheda tecnica di coltivazione: Surfinie

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SURFINIE

Note Generalinote generali

Tra le piante stagionali fiorite, la famiglia delle surfinie è quella che negli ultimi 10–15 anni ha avuto il maggior impulso di diffusione grazie alla grande diversificazione di colori e portamenti che gli ibridatori sono riusciti ad ottenere.
La continuità della fioritura, la sua abbondanza, la ricchezza di colori, forme e dimensioni hanno fatto della famiglia delle surfinie uno dei protagonisti principali delle fioriture della bella stagione in tutte le regioni italiane.

Le petunie sono piantine a portamento semieretto con fiori campanulati rivolti verso l’alto, raggiungono i 20-30 cm di lunghezza e possono avere, a seconda della varietà fiori di dimensioni diverse e dei colori,o combinazioni di colori tra le più disparate.

Le calibrachoa sono invece le ultime arrivate sul mercato, sono piante a portamento semi eretto o ricadente e piccoli fiorellini campanulati molto simili a quelli delle petunie, stanno avendo un ottimo successo nell’affiancare o sostituire le surfinie perché sono un pochino meno impegnativi per quello che concerne la manutenzione in quanto sono praticamente autopulenti. Le calibrachoa hanno anche il pregio di avere nella loro gamma di colori il giallo brillante, l’arancione ed il rosso bruno che mancano nelle surfinie. Sono inoltre possibili gli incroci tra il genere delle calibrachoa e quello delle surfinie, cosa che ha già dato vita a tutta una nuova serie di ibridi di cui vedremo a breve i risultati che saranno sicuramente brillanti vista la qualità delle piante di partenza.

Le surfinie invece sono piante a portamento ricadente, fiori di dimensioni medio grandi in un’amplissima gamma di colori da cui però mancano quelli che sono invece in dotazione alle calibrachoa. Si tratta di piante dallo sviluppo importante che quindi vanno seguite accuratamente con la concimazione per evitare che carenze di nutrienti sfiniscano le piante indebolendole.

Vediamo di conoscerle meglio per ottenere i risultati migliori.

Coltivazione e Curacoltivazione

L’ottenimento di un buon risultato con la famiglia delle surfinie, parte dalla scelta della pianta che acquistate, al di là della scelta dei colori che è un fatto del tutto personale, ciò che è da valutare è che abbiano nel complesso un aspetto sano e rigoglioso, con foglie “toniche” e di un bel verde vivace.
Preparate il nuovo vaso con terriccio universale, rigorosamente nuovo, possibilmente concimato con un fertilizzante per piante da fiore a lenta cessione che costituirà un’ottima base di partenza per ottenere piante sane, vigorose e fiorifere.
Dato che tutti i membri della famiglia delle surfinie hanno uno sviluppo molto generoso, è opportuno dare loro vasi piuttosto capienti, in alternativa è meglio mettere poche piante per vaso in modo che le loro radici abbiano a disposizione il giusto volume di terreno.
Il notevole accrescimento delle piante della famiglia delle surfinie poi, esige una nutrizione regolare ed abbondante, pertanto, concimare il terriccio nuovo con un concime per piante da fiore a lenta cessione è il primo passo perchè le piante diano il meglio, ma a ciò deve seguire una concimazione integrativa almeno ogni 15 giorni con un concime a pronto effetto sempre per piante fiorite da diluire nell’acqua.
Nel periodo più caldo dell’anno le piante, in generale, tendono a rallentare la vegetazione, per rispettare questa loro esigenza è opportuno non solo innaffiare in modo più oculato, ma anche ridurre la concentrazione delle concimazioni.
Questo è anche il momento adatto anche per accorciare tutti i rami che appaiono più lunghi, “stanchi” e flosci, così facendo  verranno asportati diversi fiori, ma nella parte di ramo rimanente, la pianta svilupperà diversi nuovi rami laterali che infoltiranno il cuscino di vegetazione e in breve porteranno nuovi fiori, ridonando così un aspetto rigoglioso e vivace alle vostre surfinie.

Innaffiaturainnaffiatura

Generalmente surfinie, petunie e calibrachoa sono piante piuttosto esigenti in fatto di innaffiature, infatti una sola giornata estiva senz’acqua può provocare danni anche rilevanti e non sempre recuperabili.
Come sempre l’innaffiatura va dosata in base alla temperatura ambientale ed all’esposizione al sole cui è sottoposta la pianta, in generale però, le surfinie necessitano di acqua più dei gerani esposti alle stesse condizioni, fanno eccezione le calibrachoa perchè, pur essendo molto simili per tanti aspetti alle surfinie, soprattutto all’inizio della coltivazione, preferiscono essere innaffiate in modo meno abbondante.
Le regole generali sono però più o meno le stesse:

  •  annaffiare solo quando il terriccio comincia ad asciugarsi (senza far entrare in sofferenza le piante)
  •  non innaffiare quando il terriccio è molto caldo o ancora bagnato
  •  bagnare la vegetazione il meno possibile
  •  non lasciare i sottovasi colmi di acqua (anche per non favorire le zanzare, ma soprattutto per non far marcire le radici).

Durante il periodo più caldo dell’estate (cioè quando le temperature massime superano i 35° C e quella notturne danno poco sollievo), fate attenzione a non esagerare nell’innaffiare perchè in queste condizioni le surfinie tendono a rallentare la loro attività, quindi necessitano di meno acqua rispetto a quando le temperature sono inferiori ma le piante lavorano di più.

Esposizioneesposizione

Petunie, surfinie e calibrachoa amano stagioni piuttosto stabili, senza grandi sbalzi di temperatura, patiscono molto le giornate di vento e le situazioni di corrente. Il caldo afoso prolungato tende a fermare la loro attività vegetativa.
Le esposizioni migliori sono quelle che permettono di avere il sole della mattina, ma l’ombra nelle ore più calde della giornata, o in alternativa un sole intermittente, cioè di tanto in tanto che sia schermato da piante o altro la cui ombra dia qualche ora di ristoro ai vostri vasi.

Parassiti e Malattiecura

Per quanto concerne le malattie fungine in genere la famiglie delle petunie è piuttosto robusta, se prestate attenzione ad evitare ristagni idrici e distanziate le piante in modo che l’aria giri agevolmente tra la vegetazione, siete già ad un buon punto nella prevenzione.
In stagioni caratterizzate da persistente umidità e temperature non troppo elevate, un po’ di fungicida generico può prevenire eventuali attacchi fungini.

Per quanto riguarda i parassiti animali invece non siamo altrettanto fortunati, la famiglia delle surfinie è infatti soggetta ad attacchi di afidi, ragnetto rosso e saltuariamente anche di bruchi di lepidotteri.
Gli afidi, di colore giallo verdastro o bruni, non sono in grado di volare, quindi, una volta individuati, sono abbastanza facili da combattere, in genere si trovano sugli apici dei rami dove la vegetazione è più tenera.
Un paio di spruzzate di aficida, a distanza di una settimana l’una dall’altra, in genere risolvono il problema.
Molti insetticidi purtroppo tendono a macchiare i fiori, per scongiurare questo effetto collaterale si può somministrare al terreno dell’insetticida sistemico sia in forma granulare che liquida, o introdurre nel vaso delle pastiglie che rilasciano gradualmente per 40 – 60 giorni il principio attivo che viene assorbito dalle radici e quindi diffuso in tutta la pianta.

I ragnetti rossi purtroppo sono praticamente invisibili ad occhio nudo, pertanto cogliere la loro presenza non è facile. La surfinia colpita presenta un aspetto stanco ed ingrigito, le foglie ed i fiori tendono a decolorarsi.
Nella pagina inferiore delle foglie si può trovare una leggerissima ragnatela.
Gli insetticidi non servono!
Sono necessari dei prodotti specifici detti ACARICIDI che devono essere spruzzati su tutta la pianta e su quelle vicine per sicurezza.

I bruchi dei lepidotteri in genere compaiono in fine primavera o inizio estate, possono essere di diversi tipi e dimensioni: i microlepidotteri o minatori fogliari che soprattutto all’inizio della loro carriera di parassiti sono così sottili che vivono nello spessore della foglia e praticamente la mangiano dall’interno lasciando solo la ragnatela delle nervature.
I bruchi verdi che si nascondono lungo gli steli o nella pagina inferiore delle foglie, mangiano soprattutto di notte o al mattino presto e riducono letteralmente a brandelli il lembo delle foglie.
Queste larve hanno in comune un appetito feroce e una capacità notevole di resistere ai più comuni insetticidi, per essere sicuri della loro efficacia è necessario che sull’etichetta del prodotto che intendete usare sia espressamente scritto che.

Curiositàgreen

Che ci crediate o no le Petunie e affini fanno parte della famiglia delle Solanacee, cioè sono parenti di Pomodoro, Peperoni, Patate e Melanzane e in effetti si somigliano molto soprattutto dal punto di vista della coltivazione che è piuttosto simile.
Di origine brasiliana la petunia arriva in Europa nel ‘700 e la facilità con cui è possibile incrociarla per ottenere nuovi colori ne determina subito il successo presso i giardinieri che in breve tempo ottengono molte sfumature diverse nei toni che vanno dal bianco al rosa fino al violetto.
Solo ai primi del ‘900 si ottengono i fiori doppi, nel 1953 si ottengono i primi fiori rossi e solo nel 1977 quelli gialli anche se non si tratta ancora di un colore particolarmente brillante, ancora oggi manca totalmente l’arancione.